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Articoli apparsi su testate giornalistiche cartacee e on line, recensioni, servizi audioivisivi…

◗La Nuova Sardegna
22.09.2017

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24.8.2016 La Nuova Sardegna

◗ porto san paolo (ot): “sardegna sottosopra” suoni e immagini in dissolvenza di sandro fresi ed egidio trainito  piazzagallura.org


◗”Anghelos”, successo del tour gallurese di Sandro Fresi
10.01.2016 La Nuova Sardegna

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dalle ore 24 del 24 dicembre 2015 scaricabile gratuitamente dal sito piazzagallura.org il cd “iskeliu” di sandro fresi

24.12.2015 piazzagallura.org

◗L’ Iskeliu quartet interpreta le musiche del mediterraneo
21.12.2015 La Nuova Sardegna

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L’ Iskeliu quartet interpreta le musiche del mediterraneo
18.12.2015 unionesarda.it

con il concerto “anghelos”minitour gallurese per sandro fresi e “iskeliu quartet”  12.12.2015 piazzagallura.org

◗Un tuffo tra i sapori con l’Agliola18.07.2015 La Nuova Sardegna (ed. Gallura-Nuoro)

NS_2015_07_18_Un tuffo tra i sapori con l agliola

◗I mille suoni di Sandro Fresi riempiono il centro storico
12.07.2015 La Nuova Sardegna (ed. Gallura)
NS_2015_07_12_I mille sogni di Sandro Fresi riempiono il centro storico

◗ Estate tempiese, oggi il debutto
11.07.2015 La Nuova Sardegna (ed. Gallura)
NS_2015_07_11_Tempio_Estate tempiese oggi il debutto

◗ La magia dei canti antichi nella serata Oxidiana
10.07.2015 La Nuova Sardegna (ed.Sassari)
NS_2015_07_10_Tula_La magia dei cantichi nella serata Oxidiana

◗ Tula, al via domani sera la stagione di concerti e spettacoli estivi
18.06.2015 La Nuova Sardegna (ed. Sassari)
NS_2015_06_18_Tula_Al via domani sera la stagione di concerti e spettacoli estivi

TULA. Esordio domani alle 21 della stagione 2015 di “E-State a Tula 2015. Per l’occasione saranno in concerto i “Tempi Dispari” di Ozieri; sabato 27 serata musicale con la Banda Città di Ozieri, diretta da Gian Luigi Pani, con un progetto sperimentale incentrato su ballate irlandesi adattate alla nostra tradizione orale; venerdì 3 luglio la Coop. Maldimarem di Tempio presenterà lo spettacolo di animazione “Il nonno contafiabe”; mercoledì 15, l’As.Cul. Iskeliu di Tempio sarà impegnata in “Oxidiana”, con strumenti arcaici della Sardegna e musiche di Sandro Fresi con l’uso fra l’altro di chigulas, muscones, taulittas, ballarianas; sabato 18, ore 20, l’apprezzata scrittrice tulese Pina Becca presenterà il libro ” La luna nel puzzle”, leggerà brani Lella Cuccu, musiche di Franco Pais e coordinamento di Piera Porcu; venerdì 31, la Compagnia teatro Osilo in scena con la brillante piece in logudorese “S’ajveri” da “Un foggu di pimpisa” di Franco Enna; sabato 1 agostio, ore 21, serata tradizional-popolare con canti sardi a cura della locale associazione “Amigos de cantigos a Chiterra”; mercoledì 5 agosto, concerto per big band e voce solista con la Funky Jazz Orchestra di Berchidda diretta da Antonio Meloni; domenica 9 agosto, tappa tulese del Time in Jazz che presenterà il quartetto Dan Kinzelman’s Ghost composto da Daniel Kinzelman, Mirko Rubegni, Manuele Morbidini e Rossano Emili; martedì 18, Festa de S’antalene ‘e Austu, 2^ Concorso Regionale di Ballo Liscio a Coppie, in gara per la coppa “E-State a Tula in Ballo”, condurrà Ambra Pintore; precederà la manifestazione la quinta sagra della Zuppa del Finocchietto Selvatico a cura della Pro Loco cittadina; venerdì 21 , proiezione del documentario “Mennea Segreto” sulla vita di quel grande sprinter ed esimio uomo di sport che fu Pietro Mennea, a seguire dibattito con l’avvocato Manuela Olivieri (vedova dell’atleta), Francesco Maria Nurra del Consorzio Sviluppo Civile e l’olimpionico sassarese Gianni Puggioni. Tutti gli incontri si terranno nell’Anfiteatro civico di via Roma ad esclusione del Time in Jazz che sarà ospitato nel suggestivo e coreografico spiazzo antistante la chiesetta del 1.100, in pure stile romanico-lombardo, di Nostra Signora di Coros.
Gerolamo Squintu

◗ Neoneli, festival
11.04.2015 L’Unione Sarda (Agenda)
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◗ Rivive la tradizione dei cantastorie
10.03.2015 La Nuova Sardegna (ed. Gallura)
NS_2015_03_10_Rivive la tradizione dei cantastorie
◗ Le fiabe musicali di Fresi nella giornata dell’Unesco
26.02.2015 La Nuova Sardegna (ed. Gallura)
Sandro Fresi_26_02_2015_NS
Un reading per cantare la nostalgia della littorina
31.10.2014 La Nuova Sardegna (ed. Sassari)
NS_2014_10_31_Un reading per cantare la nostalgia della littorina
◗ Appello per salvare il “trenino verde”

28.10.2014 La Nuova Sardegna (ed. Sassari)
NS_2014_10_28_Appello per salvare il trenino verde
Sandro Fresi celebra con un tour evento vent’anni di carriera
26.10.2014 La Nuova Sardegna (ed. Olbia – agenda Gallura)
NS_2014_10_26_Musica etnica Sandro Fresi celebra con un tour evento vent'anni di carriera
Il trenino di Nulvi, corsa gratuita per assistere al convegno
24.10.2014 La Nuova Sardegna (ed. Sassari)
NS_2014_10_24_Corsa gratuita per assistere al convegno
Musica e racconti d’autore per salvare la storica littorina
22.10.2014 La Nuova Sardegna (ed. Sassari)
NS_2014_10_22_Musica e racconti d autore per salvare la storica littorina
Immagini e musica con Sandro Fresi
Egidio Trainito
Egidio Trainito

Da alcuni anni ho in corso un’intensa collaborazione con Sandro Fresi, musicologo e musicista di Tempio Pausania. Animatore dell’associazione musicale Iskeliu, ha sviluppato un’originale ricerca sulle origini e sui modi della tradizione musicale gallurese e ha inciso numerosi CD che raccolgono registrazioni originali e le sue composizioni ispirate dalla ricerca. Il primo di questi, Iskeliu, è impreziosito dalla presentazione scritta di pugno da Fabrizio De Andrè. Ho conosciuto Sandro dieci anni fa durante la realizzazione di un reportage fotografico e negli ultimi tempi abbiamo realizzato una serie di spettacoli, fondendo musica e immagini, in molte piazze della Gallura e della Sardegna.
Nella pagina della gallery ho inserito quattro slide show che rappresentano l’ultimo livello di elaborazione di questa collaborazione, dove la ricerca di fondere i due mezzi è più accurata, anche se ancora sperimentale. Uno dei tre filmati precorre i tempi dell’uscita del nuovo Cd di Sandro che è in lavorazione e che si avvarrà anche della collaborazione di una straordinaria artista asturiana, Rosa Temprana che ha scritto i versi di alcune composizioni, nate come strumentali, e di nuovi pezzi. Nur è un tentativo di esplorare le atmosfere nuragiche, mentre Abbentu (si potrebbe tradurre con stupore) è un percorso onirico nella tradizione degli stazzi galluresi. I filmati sono in streaming e necessitano di una linea veloce.

Sandro Fresi: un lungo viaggio nella world music
29.12.2013 Piazza Gallura web
piazzagallura

Sandro Fresi è, oltre che musicista raffinato e ricercatore di sonorità quasi ancestrali della nostra isola, una persona, come tradisce con sincerità il suo volto, arguta e gentile. Abbiamo fatto quattro chiaccchere.
Sandro, da quando fai musica?
Era il 1970 (a.C.?), io e mio fratello Mauro frequentavamo la ‘Contardo Ferrini’. Non avevamo  i soldi per prendere lezioni private di musica nè tantomeno  la disponibilità di uno strumento; questa associazione legata al mondo cattolico, dava invece la possibilità di imparare i primi rudimenti di solfeggio e cominciare a suonare, da autodidatta, un trombone a tiro o un sax e, nel mio caso, un, allora, bellissimo organo elettronico Farfisa! Tieni conto che non esistevano allora scuole civiche di musica, la banda attraversava un momento di crisi e dopo un breve apprendistato tra le mura  morigerate della ‘sede’, io e altri coraggiosi formammo un ‘complesso’ e ci catapultammo nelle interminabili e peccaminose serate danzanti al Teatro del Carmine..”
Quali sono stati i musicisti e i generi musicali che hanno più  influenzato la tua formazione?
Black sabbath, Uriah heep, Deep purple ma anche Santana.. tra il rock  duro e il progressive dei primi anni ’70 che mettesse in bella evidenza l’organo Hammond, quello strumento elettromagnetico dal suono inconfondibile che, fino all’avvento del campionatore, negli anni ’80, è rimasto il mio strumento preferito. In seguito all’avvento del digitale ho indagato con passione le possibilità creative offerte dai samplers e dai sintetizzatori; ho molto amato John Cale e Brian Eno, Hector Zazou ma mi sono da subito dedicato al campionamento digitale dei suoni di antichi strumenti sardi e del mediterraneo che poi ‘manipolavo’ con le tastiere. Ma ho anche cominciato a studiare la ghironda, l’organetto medioevale e altri strumenti popolari a mantice”.
Come è nato e come si è sviluppato il progetto Iskeliu?
Da una ricerca che più che solistica si è rivelata, mio malgrado, solitaria! La World music non era ancora diventata una moda e facevo una gran fatica a condividere con altri musicisti locali il mio progetto, che pensavano fosse ‘folk’. Nessuno voleva suonare questa musica che aveva radici etniche ma non osservava certo i dogmi imposti dai repertori tradizionali. Tutto questo era molto deludente, fino a quando Fabrizio de Andrè ha deciso di scrivere la prefazione al mio primo disco, Iskeliu appunto. Intorno a questo disco e a questo progetto ho riunito alcuni musicisti di valore e la cantante Paola Giua con i quali abbiamo fatto numerose tournèe in tutta  Europa e persino nella lontana Australia dove abbiamo tenuto dieci  concerti in quattro capitali riempendo teatri e auditorium”.
Progetti?
Ho registrato 5 lavori discografici a mio nome e numerose produzioni per altri gruppi o artisti ‘diversamente famosi’; ho conosciuto e suonato con artisti di musica colta e suonatori aborigeni di digeridoo, ho indagato la poesia dei mistici  Giovanni della Croce e Teresa de Jesus, santi e rifondatori dell’ ordine dei carmelitani e le liriche laiche e passionali  di poeti-pastori come Petr’Alluttu. Continuo a fare concerti e scrivere musica; mi piacerebbe fare qualcosa legato alla devozione e alla spiritualità, anche laica…sai, il tempo sta passando…”.


Concerto con reading Sandro Fresi e Iskeliu, voce narrante Cristina Ricci
5 ottobre 2011 www.acitolbia.com
AcitOlbia

Il primo evento inaugurale dei 20 anni di ACIT Olbia  è un Invito al CONCERTO di Sandro Fresi e Iskeliu con reading di Cristina Ricci.
ELMUSURA E I CUSTODI DEL TEMPO – Arcaica contemporaneità.

Sandro Fresi propone insieme al suo gruppo ISKELIU il concerto ELMUSURA (dal disco pubblicato nel 2010) con  musiche e brani di un repertorio che attinge da tutto il bacino del Mediterraneo, insieme  alle sonorità ancestrali della Sardegna centrale, quelle della Gallura di ascendenza còrsa,  quelle catalane di Alghero.
Sandro Fresi è un musicologo attento e pervicace, che ha risollevato dall’oblio antichi strumenti della civiltà agropastorale.  Nel 1997 il suo cd Iskeliu venne apprezzato da Fabrizio de André, proprio in virtù della riuscita sintesi tra campionamento digitale del suono tradizionale e il suono prodotto dagli strumenti acustici. L’esito musicale  può essere definito di arcaica contemporaneità.

In intreccio con l’esecuzione musicale, avviene la narrazione dei “Custodi del Tempo”, con brani scelti dal romanzo di Sergio Atzeni, ” Passavamo sulla terra leggeri”. Il racconto procede dai tempi in cui dall’Oriente approdarono dei fuggiaschi in Sardegna fino alla battaglia di Sanluri del 1409, cioè alla perdita totale della libertà.

La passione contenuta nelle canzoni e nella musica si accende parallela a quella delle parole di Atzeni, divenute subito dopo la pubblicazione postuma del romanzo, nel 1996, un riferimento culturale letterario e identitario della Sardegna contemporanea.

Narrazione e musica procedono parallele a raccontare un’epica della Sardegna affascinante e coinvolgente.

Sandro Fresi, leader del gruppo Iskeliu, suonerà la ghironda e l’organetto medievale, Alessandro Deiana la chitarra e il lloud, Tore Mannu le percussioni e l’artista Yanara Reyes Mc Donald il contrabbasso. Sarà l’artista cubana a interpretare gli affascinanti brani di Elmusura, intervallati dalla voce recitante di Cristina Ricci nella lettura di brani scelti di Atzeni.

Il concerto gode del patrocinio della Provincia Olbia- Tempio e del Comuna di Olbia.
Sabato 5 ottobre, l’ingresso è gratuito, alle ore 21 – Basilica di San Simplicio.

Dentro la lingua di un popolo
aprile 2013 A, anno 43 n.379

www. viadelcampo.com

viadelcampocom

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Ichnos 2012 “Il silenzio dei fiumi”
formaparis.com
Formaparis
Programma Ichnos 2012
[…]
Sabato 15 settembre
Busachi:Piazza Italia, 9:00 Le Manufiabe: le mani raccontano – laboratorio creativo con la lana di pecora (per bambini e adulti) Tadasuni: Casa Pinna, 10:00 Il lago, i diritti e le comunità – Tavola rotonda con Livio Deligia (sindaco di Tadasuni e Presidente Unione Comuni del Guilcier) Davide Galantuomo (commissario straordinario Ente Acque Sardegna)Carlo Mannoni (già assessore regionale Lavori Pubblici) Giovanna Busia (presidente Bacino Imbrifero Montano) Lucia Putzu (storica) Emmanuele Farris (ricercatore Università di Sassari) Paolo Mastino (già direttore consorzio bonifica dell’Oristanese) Fulvio Dettori (docente diritto costituzionale Università di Sassari) Maria Cristina Sedda (sindaco di Ovodda) Giovanni Porcu (sindaco di Gavoi) Pietro Sircana (sindaco di Oschiri)e i sindaci del Guilcier e del BarigaduCoordina: Umberto Cocco (giornalista e sindaco di Sedilo)a cura di: Alessandra Manca, responsabile CEAS Guilcier BarigaduZURI (GHILARZA): piazzale chiesa San Pietro, 19:00 Francesca Corrias – SongshineFrancesca Corrias (voce) Alessandro Di Liberto (piano) Stefano D’anna (sax) Filippo Mundula (contrabbasso) Pierpaolo Frailis (batteria) Buraschi:Piazza Italia, 21:00 Gara poetica con Celestino Mureddu, Nicola Farina e Giuseppe Donaera Piazza Italia, 22:00 Sandro Fresi e IskeliuSandro Fresi (ghironda, fisarmonica, harmonium, organetto) Paola Giua (voce e percussioni) Tore Mannu (percussioni) Gianluca Dessì (chitarre)Giuseppe Orrù (launeddas e flauti).

◗ Garibaldi e la sua musica
18.11.2011 Tg Videolina
Che musica ascoltava Giuseppe Garibaldi? Un disco prodotto in Sardegna e curato dal musicista e ricercatore Sandro Fresi svela ora i gusti dell’ “eroe dei due mondi”.
Garibaldi e la sua musica Videolina

◗ La musica di Garibaldi
settembre 2011 – www.sbappsaessnu.beniculturali.it
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La Soprintendenza ha deciso di salutare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia –  in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio – con due appuntamenti previsti al Compendio garibaldino di Caprera. Il primo incontro si terrà il 24 settembre, alle ore 11.00, con il progetto La musica di Garibaldi, nel quale si presenterà il primo disco digitale contenente le musiche del Generale. Il progetto non consiste in una opportunità estemporanea, pensata per rendere omaggio al protagonista del nostro Risorgimento, bensì rientra in un preciso piano di interventi di tutela e conservazione messo in atto sui beni musicali presenti nella Casa-museo di Caprera. La Soprintendenza ha quindi accolto una proposta pervenuta dal musicista e cultore dell’etnos musicale sardo-gallurese Sandro Fresi, consistente nel produrre il primo lavoro discografico di questo repertorio incentrato sulla fedele riproduzione sonora dell’organetto “Ariston”, e una selezione dei dischi perforati di cartone, appositamente registrata in una delle stanze del Compendio.

Questo lavoro discografico, prodotto in un periodo cruciale anche per questi ultimi supporti digitali, contiene sedici titoli tratti dalla collezione appartenuta al Generale e un’originale rilettura dell’Inno di Garibaldi, di Mercatini e Olivieri, proposta da Fresi e dai suoi musicisti.

Il disco si apre con una piccola sorpresa: uno straordinario brano eseguito dal gruppo nizzardo Corou de Berra, che esegue il brano Nissa la bella, composto da Menica Rondelli, musicista coevo e conterraneo dell’eroe, da sempre filo-garibaldino e amico di famiglia del Generale.

E poi non poteva certo mancare, in chiusura, uno scottis gallurese composto dallo stesso Fresi, quasi a voler sollecitare un confronto con l’antico scottisch di Romualdo Marengo, autentica perla della collezione garibaldina.

Fin dal primo ascolto di questo disco, per tanti versi straordinario, non si può che rimanere rapiti dalla struggente allegria che comunica la musica dell’organetto, che, sebbene provenga da un passato  inconsapevolmente glorioso, si rivela gradevole come una fresca brezza “maestralina” di luglio.

 

◗ Boghes e sonos (n.11) trasmissione radiofonica di Giacomo Serreli
14.08.2010 Editore Rai Sardegna – emittente Radio RAI Sardegna
Sardegna digital library

(intervista a Sandro Fresi da 9:33 a 13:44)
Titolo: Boghes e Sonos: n. 11
Autore: Serreli Giacomo
Regia: Maccioni Cristina

Tecnico audio: Zurru Davide
Interventi: Fresi Sandro, Paolo Angeli, Pisu Andrea
Editore: RAI Sardegna
Data di registrazione: 2010/08/14
Data di trasmissione: 2010/08/14
Emittente: Radio RAI Sardegna
Programma: Boghes e Sonos
Conduttore: Serreli Giacomo
Raccolta: Archivio Rai
Tipologia:trasmissioni radiofoniche
Argomento: Economia e società
Lingua: italiano

Descrizione:
Il termine World Music indica i generi e le musiche non occidentali che richiamano a matrici etniche dei diversi paesi da cui provengono. È un termine relativamente recente nato soprattutto per comodità dell’industria discografica. Tra i vari musicisti sardi che hanno intrapreso questo percorso Giacomo Serreli ha sentito al telefono, dagli studi della Rai di Cagliari, il chitarrista di Palau Paolo Angeli, il compositore e ricercatore tempiese Sandro Fresi, il giovane suonatore di launeddas di Villaputzu Andrea Pisu. Oltre alle loro musiche verranno proposti brani di Alberto Cabiddu, Tribù Mediterranea e Marino De Rosas.

◗ La domenica di Radio Sardegna (n.8)
trasmissione radiofonica di Vito Biolchini e Roberta Mocco
11.01.2010 emittente Radio RAI Sardegna
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La domenica di radio Sardegna_8

(intervista a Sandro Fresi da 28:00 a 32:58)
Titolo:
La domenica di Radio Sardegna : n. 08
Autore: Biolchini Vito, Mocco Roberta
Regia: Maccioni Cristina
Tecnico audio: Zurru Davide
Interventi: Carta Elisa, Fresi Sandro, Pilia Paola, Piras Luciano, Sassu Simone, Vargiu Giorgio, Zidda Mario
Editore: Rai Sardegna
Data di trasmissione: 2009/01/11
Emittente: Radio RAI Sardegna
Programma: La domenica di Radio Sardegna
Conduttore: Biolchini Vito, Mocco Roberta
Raccolta: Archivio RAI
Tipologia: interviste, trasmissioni radiofoniche
Argomento: Economia e società, Musica
Lingua: italiano
Note: Le interviste esterne sono realizzate da Paola Pilia. La rubrica Dicono di Noi è curata da Claudio Rocchi.

 

Folla al museo nel segno di Faber
11.01.2009 Comune di Olbia
Comune Olbia_11_01_2009

È stata eccezionale  la risposta del pubblico accorso al Museo Archeologico per  seguire “Il Sentiero di Coda di Lupo”,  la manifestazione-tributo a Fabrizio De Andrè, dieci anni dopo la sua scomparsa. L’evento, patrocinato dal Comune di Olbia, è stato promosso dai giovani del gruppo musicale Temporada capitanati da Daniele Gala, Paolo Marcetti, Simone Meloni e Giovanni Delfonso. Impeccabile il coordinamento di Marco Navone e di Pasquale Derudas dell’associazione culturale Argonauti che si è attivata  per inserire Olbia nel programma di eventi organizzati in tutta Italia per ricordare  il cantautore genovese. Il tutto nell’ambito dell’iniziativa più ampia, lanciata da Fabio Fazio nel suo programma Che tempo che fa. Sin dal pomeriggio di domenica un flusso continuo di gente di tutte le età ha visitato le varie sezioni della mostra che ha riunito le  tavole originali tratte dal libro “Come Bocca di Rosa” (Taphros Edizioni) di Simone Sanna; le foto dei carruggi di Genova firmate da Marco Navone e le belle immagini della campagna gallurese, oggetto e soggetto del nuovo libro di Piero Pes. Nel suo dipanarsi,  “Il Sentiero di Coda di Lupo”  ha regalato a centinaia di persone una serie di  chiavi d’accesso all’opera e alla personalità di Fabrizio De André. Attraverso documenti originali, interventi, testimonianze dirette e, soprattutto, tanta musica, è stato possibile  far rivivere l’intensità e la profondità del mondo di Faber. Il grande spettacolo serale, preceduto dall’intervento di Piero Mura e dalla presentazione del libro a fumetti “Come Bocca di Rosa”, ha portato sul palco dell’Auditorium gruppi giovani e talentuosi come Temporada e Tenore di Bitti, e musicisti già affermati quali Sandro Fresi, Gesuino Deiana, Banda Frizz, Marino De Rosas e Le acustiche.
Le canzoni di Fabrizio De André, interpretate o rivisitate  dagli artisti che hanno aderito alla manifestazione, hanno coinvolto ed emozionato tutti. Tra il pubblico: il sindaco Gianni Giovannelli, il presidente del Consiglio comunale Tonino Pizzadili, gli assessori Vanni Sanna e Giovanni Cassitta. Il ringraziamento degli organizzatori è andato anche a Mauro Mibelli, responsabile comunale del settore Spettacolo oltre che apprezzato musicista e fan del cantatutore ligure. Alle 22.30, grazie alla partecipazione di Radio Internazionale  rappresentata sul palco da Luca Gentilini, è stata trasmessa la canzone “Amore che vieni amore che vai”. Ed è stato un momento particolarmente significativo e toccante al quale hanno aderito più di 150 emittenti radiofoniche in tutta Italia, nell’ambito dell’iniziativa promossa da Che tempo che fa rivolta alle radio: trasmettere contemporaneamente (tra le 22.:40 e le 22:50 di  domenica 11 gennaio 2008)  il brano scelto da Dori Ghezzi per ricordare Fabrizio De André.

◗ Manifestazione-tributo per Fabrizio De André
01.2009 Comune di Olbia

Comune Olbia_09_01_2009
Domenica 11 gennaio, nel Museo Archeologico di Olbia, si svolgerà un tributo a Fabrizio De Andrè in occasione della ricorrenza dei primi dieci anni dalla morte. L’iniziativa è promossa dai giovani del gruppo musicale Temporada capitanati da Daniele Gala, Simone Meloni, Giovanni Delfonso e Paolo Marcetti. A coordinarli è Pasquale Derudas dell’associazione culturale Argonauti che si è attivata  per inserire Olbia nel programma di eventi organizzati in tutta Italia per ricordare  il cantautore genovese. Il tutto nell’ambito dell’iniziativa più ampia lanciata da Fabio Fazio nel suo programma Che tempo che fa. Il Comune di Olbia e gli assessori Giovanni Cassitta e Vanni Sanna hanno aderito con entusiasmo alla richiesta degli organizzatori mettendo a disposizione sia una location di grande pregio come il Museo, sia il budget necessario a coprire le spese del programma.
Durante la conferenza stampa è stato sottolineato il sostegno ricevuto da Mauro Mibelli, nella duplice veste istituzionale e di fan del grande Faber. “De Andrè – ha dichiarato Marco Navone degli Argonauti – ha segnato col suo lavoro più di una generazione, e la recente attribuzione del premio Montale ha consacrato il suo riconoscimento definitivo quale grande poeta e cantore del nostro tempo”. Il programma della manifestazione intitolata “Il Sentiero di Coda di Lupo”,  è costituito da una serie di appuntamenti che, a partire dalle 16,00 di domenica prossima,  daranno la possibilità al pubblico di conoscere meglio la vita, il pensiero e l’opera di De Andrè. La ricca “scaletta” prevede mostre, riflessioni, presentazioni di libri e un grande concerto serale con la partecipazione di vari artisti. Tutti gli eventi saranno ad ingesso libero e si svolgeranno all’interno del Museo.
Nel pomeriggio sarà possibile visitare tre mostre. Nella prima esposizione si potranno ammirare le tavole originali tratte dal libro “Come Bocca di Rosa” (Taphros Edizioni) di Simone Sanna. La seconda mostra, firmata da Marco Navone, è intitolata  “La città vecchia, Via del Campo. Immagini di solitudine nei carruggi di Genova”. Da non perdere anche la terza proposta: “La Gallura, una patria per un poeta” con le splendide immagini dal nuovo libro “La campagna gallurese” del fotografo Piero Pes. Programmato per le 19,30 l’intervento letterario di Piero Mura, “In direzione ostinata e contraria”  sulla poesia e musica in Fabrizio de André; seguirà la presentazione del libro a fumetti “Come Bocca di Rosa”. Dalle ore 20.30 inizierà lo spettacolo che porterà sul palcoscenico dell’Auditorium il musicista tempiese Sandro Fresi, Tenore di Bitti Monte Bannitu, Temporada, Gesuino Deiana, Banda Frizz, Marino De Rosas & Le acustiche.  Alla manifestazione  ha aderito anche l’Associazione Emergency mentre la Feltrinelli Village allestirà un corner con un assortimento di libri, dischi e materiali del cantautore genovese. Alle 22.30, in contemporanea nazionale, sarà trasmessa una canzone di Fabrizio de André, grazie alla partecipazione di Radio Internazionale.

Istituto Italiano di Cultura, fine anno
17.12.2007 Il Globo (cronache di Melbourne)
IG_2007_12_17_Istituto Italiano di Cultura fine anno

Così gli scolari giocano con i suoni
20.10.2007 La Nuova Sardegna (Gallura-Nuoro pag. 29)
budoni

Magiche sonorità della tradizione sarda di Gabriella G. Hubbard
26.02.2007 Il Globo, cronache di Melbourne
Il Globo_26_02_07_ Iskeliu

Iskeliu, la Sardegna conquista Sydney di Francesco Bianco
21.02.2007 La Fiamma, cronache di Sydney
2007_02_21_La Fiamma_cronache di Sydney
Iskeliu, la Sardegna conquista Sydney

Reduci dal successo del Canberra Multicultural Festival, gli Iskeliu sono sbarcati a Sydney, conquistandola con la loro musica in una serata di grandi emozioni.
Le oltre trecento persone che il 15 febbraio hanno preso d’assalto l’R.S.L. di Burwood, hanno avuto l’opportunità, grazie a Sandro Fresi e al suo complesso, di ascoltare il suono di strumenti antichi e poco noti al grande pubblico: le launeddas, per esempio, strumento a fiato presente in Sardegna già in epoca preromana, costituito da tre canne per suonare le quali occorre la cosiddetta “respirazione circolare”; o le benas, ancor meno note, con le quali Giuseppe Orru ha suonato la sua Trassas, virtuoso brano strumentale che ha entusiasmato i presenti in sala.
Sonorità mediterranee, in un alternarsi di lingue e dialetti (sardo, corso, catalano e perfino latino tardo), di canzoni originali o brani della tradizione, adattati dal maestro Sandro fresi, appassionato ricercatore delle tradizioni musicali della propria terra.
Il leader del gruppo ha guidato l’attentissimo pubblico italo australiano attraverso la geografia e la storia della Sardegna, ma sarebbe più corretto dire del Mediterraneo; i confini sardi sono stati superati con Sartè, brano dedicato alla località corsa situata di fronte a Tempio Pausania (capoluogo della Gallura, dove ha sede l’associazione culturale Iskeliu); o con Li Mutti, le cui sonorità, influenzate dal chitarrismo iberico, sono testimoni della lunga dominazione spagnola subita dalla Sardegna.
L’attività degli scorzatori di sughero, tipica dell’isola, è stata ricordata in La foresta, uno dei rari canti di lavoro sardi – come ha ricordato Fresi -; non poteva mancare, infine, il ricordo di Fabrizio De André, cantautore sensibile alle tradizioni musicali e dialettali regionali (sua è, fra l’altro, la prefazione al primo disco di Sandro Fresi, Iskeliu, inciso dieci anni fa), cui il gruppo ha dedicato la versione sardo-catalana di Ave Maria (brano scritto dallo stesso De André e presente nell’album La buona novella, del 1970).
Alla realizzazione del concerto, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Sydney, dal Five Dock Learning Centre e dall’Associazione Culturale Sarda di Sydney, ha dato un contributo fondamentale anche Renzo Sabatini, più volte ringraziato durante l’esibizione.
– La Sardegna è una specie di continente; è una grande isola, un po’ come l’Australia – ha scherzosamente detto Sandro Fresi.
Per una sera, possiamo dirlo, la Sardegna ha conquistato l’Australia, grazie alle performance di Paola Giua (voce e percussioni), Mario Loi (chitarra e bouzuki) e Salvatore Mannu (percussioni), oltre che dei già citati Salvatore Fresi (organetto diatonico, ghironda) e Giuseppe Orru (benas, launeddas, sulittus, serraggia).
La tourné australiana degli Iskeliu toccherà anche Brisbane e Melbourne.

Francesco Bianco

Joy in sounds of Sardinia
13.02.2007 supplemento al The Canberra Times
arts entertainment_2007_02_13

Trimpanu: suoni e strumenti antichi dalla Sardegna
19.01.2006 Edward Caruso
Edwuard Carusu italian journalism

All’Istituto italiano di cultura di Melbourne si è tenuta una serata in omaggio a due musicisti sardi di par eccellenza: Sandro Fresi e Giuseppe Orrù. La conferenza, dedicata a questi due personaggi di grande talento della world music italiana, ma poco conosciuti in Italia, ha avuto luogo il 15 dicembre. Renzo Sabatini, il coordinatore delle arti e affari culturali al Consolato generale d’Italia a Melbourne, a parte a presentare Fresi e Orrù al pubblico italo-australiano, c’ha dato un esempio del lavoro di Fresi, suonando un brano, “Muresca dí l’albahureddha” dal terzo album, Zìvula, pubblicato nel 2003. Già nel passato, qui all’Istituto e tramite il suo programma di world music italiana, i Raspucin del màg, con Riccardo Schirru su Rete Italia, Renzo ne ha parlato di Sandro Fresi come ricercatore di strumenti antichi; per esempio, il launeddas, usato 3000 anni fa. Così, dopo tanti anni di aver sentito parlare di questo artista, per la prima volta abbiamo avuto la possibilità di avere Sandro Fresi tra noi.
La musica tradizionale italiana, che oggi fa parte della world music, ha poco spazio nelle mass media in Italia. Quindi molti musicisti italiani interessati a ricercare le tradizioni del loro ricco patrimonio musicale sono poco conosciuti nella penisola italiana, e alcuni trovano riconoscimento in paesi come la Francia.
Per gli ascoltatori della world music italiana che hanno una passione per la musica tradizionale sarda, e che hanno voglia di scoprire la musica di Sandro Fresi, uno dei miglior posti di iniziare è il dvd, Fabrizio De André, “ma la divisa di un altro colore”, che contiene il documentario “Faber” di Bruno Brigoni e Romano Giuffrida. Il documentario contiene alcuni brani dell’album, Zìvula, e un’intervista con Fresi – e una con de André, dove parla dell’impatto sulle emozioni della musica di Sandro Fresi. Gli album di Fresi sono pieni di una grande sensibilità e di una grande umanità. Il primo, Iskeliu, del 1997, è inoltre stato riconosciuto da Fabrizio de André, che ha contribuito una prefazione, dove complimenta Fresi per canzoni come “Moresca” e “Misere” per la loro “fortissima tensione emotiva”.
Durante la serata all’Istituto, Fresi ha parlato di quel primo incontro con de André, che lo aspettava con un sorriso che gli ha fatto fugare “ogni ansia”. Dall’ ascolto di Iskeliu, de André aveva capito il talento di Fresi, chiamandolo “Maestro”. Durante la telefonata la sera prima del loro appuntamento, de André aveva qualificato questa parola con la battuta, “Qui io sono l’allevio e tu il maestro!” E con una perplessità inaspettata, gli aveva chiesto, “Ma dove ti nascondevi fino ad oggi?”
Comunque, Fresi nel 1997 aveva già completato 15 anni di ricerca musicale della sua terra, Gallura. Secondo Renzo Sabatini, Fresi aveva già raccolto materiali, storie, racconti, poesie, musiche e strumenti. La prova è nella discografia dell’artista: quattro dischi con il suo gruppo, Iskeliu – i due non menzionati in questo articolo sono Speradifoli e Folas de Anglona (uscita in questi giorni). E poi gli album in collaborazione con altri artisti; tra questi: Taxa (1996) e Polyphonies de Sardaigne (1999), con il Coro Gabriel, e l’ultimo pubblicato dalla Sono Classical France; e Tajrà, classificata dalla rivista “Alias” tra i 10 cd italiani più belli del 1999. Fresi inoltre pubblica articoli sugli strumenti usati nella musica popolare sarda sul mensile, “Il corriere delle bocche”.
Per il pubblico, Fresi ha parlato della sua ricerca musicale e di un mondo contadino dimenticato, dove ha raccolto testimonianze durante un viaggio tra gli stazzi della Gallura dei pastori e dei contadini. Ha ricuperato tanti strumenti con nomi esotici che rispecchiano i dialetti sardi, e che sono stati costruiti con materiali poveri – come canne, legno e pelle di capra – un risultato dell’isolamento dei contadini nei tempi che oggi sembrano così lontani. La musica di Fresi è contemporanea, e cattura e rinnova i ritmi di musiche antiche di un’ isola “continente” che affascina con il suo mistero. Gli strumenti usati hanno un’apparenza sciamanica, e molti di questi erano presenti.
E in fatti, la seconda parte della serata comprendeva un’ esposizione degli strumenti sardi. Sandro Fresi, con le sue descrizioni molto dettagliate, e Giuseppe Orrù, definito da Fresi come il miglior flautista in Sardegna, hanno mostrato l’arte di suonare questi strumenti affascinanti. Orrù, che è diplomato in flauto al Conservatorio di Cagliari, accompagna Sandro Fresi e Iskeliu come “maestro di launeddas”, sia in concerti e sia nelle varie opere discografiche. Durante la conferenza ha mostrato il suo talento con il suonare di quasi tutti gli strumenti mostrati.
Allora come descrivere i suoni e timbri di questi strumenti per voi lettori che non eravate alla serata? Prima, bisogna ad immaginare i luoghi e gli spazi dove questi strumenti furono inventati. E secondo, bisogna a guardare la foto in alto e seguire le seguenti descrizioni! Iniziamo con il tumbari di gavoi; la ghironda; flauti come il cialameddha corsica e bena (semplice, con zucca o corno di bue), o launeddas (fatto di tre canne di differenti diametri, lunghezze e spessori); e gli oggetti sonori della settimana santa, costruito con batacchi di vecchie porte, come le matraccas e tricchi-tracchis, le rane di canna, le taulittas, la zirrola, o stroccculas e chigulas. Inoltre, c’era il trimpanu, fatto da un cilindro di sughero, su cui è montata una pelle di cane(!). Nella parte interno al cilindro sta uno spago impeciato, che facendo scorrere le dita sullo spago fa un suono roco che i pastori usavano per allontanare le volpi dalle greggi, e i latitanti per fare imbizzarrire i cavali dei Reali Carabinieri.
Alla fine della serata c’era un piccolo concerto e un’opportunità per il pubblico a esaminare gli strumenti e fare domande ai musicisti. Durante il concerto, Fresi con la sua ghironda ha accompagnato Orrù, che ci ha divertito con il launeddas. Per suonarlo, bisogna sapere la tecnica del fiato continuo. Il launeddas è uno dei pochi strumenti nel mondo che impegna questo modo di respirare. Un’altro, che è ben conosciuto, è il didgeridoo. Così, durante la serata, a sorpresa di tutti presenti, un artista aborigena è entrato nella sala e ha dato alcuni esempi del suo repertorio. Il culmine della performance è stato un duetto tra il didgeridoo e il launeddas, un bell’incontro della cultura musicale sarda e aborigena.
Vorrei ringraziare la dottoressa Simonetta Magnani, la direttrice dell’Istituto italiano di cultura, per il suo programma culturale del 2005, e Renzo Sabatini, per il suo impegno a portarci musicisti di questo calibro a Melbourne.

Viaggio verso le sonorità della Sardegna
15.12.2005 Il Globo, cronache di Melbourne
2005_12_15_Il Globo_cronache di Melbourne

Varato ad Arzachena l’inno della Gallura
Il Messaggero Sardo (mensile della Regione Sardegna per gli emigrati)

11.2002 www.regione.sardegna.it
testata il messaggero sardo
Varato ad Arzachena inno della Gallura

Cd Il Manifesto VV.AA Frank you, thank! Vol. II
Tributo italiano al genio musicale di Frank Vincent Zappa

traccia n.4 Blessed Relief (Sandro Fresi)
SAxophoneit

Seconda parte del tributo italiano all’arte e al genio musicale di Frank Vincent Zappa, “Frank You, Thank! Vol. 2” raccoglie, in 12 brani, alcune vivaci realtà artistiche contemporanee italiane: dai toscani dell’Harmonia Ensemble ai milanesi della Metropolis Orchestra e di Left Mule Syndacate, dagli emiliani dell’Orchestra Spaziale ai siciliani di Chiuselunghe, dal sardo Sandro Fresi al piemontese Dario Lombardo e al romano Pierluigi Castellano, dal duo di musica classica contemporanea Penazzi-Coen ai Blue Pampurio di Sandro Oliva, zappiano “doc”, con un ospite d’eccezione, una original mother of invention, l’indiano del gruppo Jimmy Carl Black.

La saga di “Frank You, Thank!” è giunta così al suo secondo appuntamento; questo progetto, d’origine completamente italiana, nato da un’idea di Emiliano Li Castro (produttore e giornalista musicale, già conduttore di RAI-StereoNotte) e coprodotto da Ernesto De Pascale e da Sergio Salaorni (lo stesso team che ha realizzato i 2 CD del primo tributo italiano al blues di Chicago e alla Chess records, “2120 Michigan Avenue, Chicago, Italia”), si propone di sviluppare e sostenere una scuola stilistica contemporanea legata a questo artista immortale, stimolando solisti e gruppi al recupero e all’interpretazione dello straordinario repertorio di Zappa e pubblicando il lavoro di quegli artisti che, nel corso degli anni, hanno manifestato la propria adesione all’universo sonoro zappiano.

“Frank You, Thank!” è anche uno spettacolo ed un importante showcase per le bands partecipanti, presentando sui palcoscenici italiani lo stile e la musica del genio di Baltimora: una carovana d’artisti, guidata dai compilatori dei 2 albums, pronta ad interagire con le realtà musicali che potrà incontrare sul proprio cammino e determinata a diffondere ovunque il linguaggio sorprendente e la sconfinata proposta artistica e discografica di questo protagonista della musica del ‘900. Il disco fa parte della collana Il Popolo del Blues.

È ormai una storia pluridecennale ed articolata quella delle compilations-tributo a questo o a quell’autore di area rock, pop o jazz. Continuano ad uscirne tante non sempre necessarie ed opportune. Ci proviamo anche in Italia attraverso una iniziativa di Emiliano Di Castro (giornalista e conduttore di Rai Stereonotte) con la produzione di Ernesto De Pascale, Sergio Salaorni, con i due volumi (il primo del ’99, il secondo da poco pubblicato) che fanno omaggio all’arte e alla figura di Frank Zappa. In questo genere di iniziative spesso l’intento non è solo quello di riprodurre “covers”, semmai di trarre dagli originali spunti per rielaborazioni stilistiche talora radicali. Così musiche “serie” sono state parodiate in chiave rocchettara o pop o all’inverso si è data una veste “culturale” a semplici canzoni “plebee”. Altre volte il tributo è stato “commosso e partecipativo”, altre ancora “irridente”! Il vecchio caro Zappa amava questo genere di cose: gli ultimi anni della sua carriera furono praticamente un tributo a se stesso! Spesso ha ripreso temi dei suoi primi dischi reinterpretandoli ora in “high fidelity”, ora parodiandoli, ora riproponendoli in arrangiamento sinfonico, ora omaggiando i suoi idoli di gioventù (per tutti valga il nome di Edgar Varese, compositore del 900 di cui Zappa si considerava un allievo), ora sistematizzando la sua musica in cicli (i vari “Joe’s gara ge”, le varie “Shut up ‘n’ play yer guitar” e “You can’t do that on stage anymore”..). In generale tutta la musica oggetto di studio dei devoti “Zappologi” è un “pastiche” che spazia dalla canzoncina pop al rock più o meno duro, al jazz, al collage surreale fino alla composizione sinfonica.

Un omaggio alla sua musica è quindi un rompicapo quasi inestricabile per artisti e produttori. Nella fattispecie la saga “Frank you, thank” è uno spettacolo itinerante (lo abbiamo ascoltato tempo fa su Radio RAI..), un progetto “in progress” (si aspetta un volume III), un’opera divisa in capitoli con diversa caratterizzazione. Il primo capitolo ha visto prevalere la produzione di “covers” abbastanza fedeli agli originali, con una certa preferenza per la celebrazione dello stile chitarristico Zappiano. Prevale la riproposizione dei più famosi “sfottò” Zappiani: quello alla TV (quanto attuale!) di “I’m the slime” (La Macchina Ossuta), quello vocale di Captain Beefheart in “Tryin’ to grow a chin” e “Willie the pimp” (con un Ernesto De Pascale che si fa “Cuore di bue-Beefheart” con la complicità di un megafono..). Ed ancora c’è la presa in giro degli hippies rincoglioniti in “Hungry freaks, daddy” (Zeta Boom) e quella dei discotecari (“Dancin’ fool” riproposta da Capitano Elica) e quella delle canzonette che più cretine non si può (Zappa riuscì a coniugare genio e cretinaggine!), sino all’apoteosi di "Duke of prunes” grande già dal titolo!

Una citazione a parte merita “America drinks and goes home”. L’originale era un delirante collage esplicitamente feroce verso l’America edonista-etilista-fascista. La Riccardo Fassi Tankio Band evita di riprodurlo come tale (impossibile!) ma ne raccoglie l’essenza jazzistica insita nel bellissimo stravolto tema armonico.

Il II volume, come specificato dalle note di copertina, preferisce sviluppare e reinterpretare i temi Zappiani. Lo fa tre volte per quanto riguarda il tema forse più famoso e celebrato dello Zappa compositore: “King Kong”; nella versione cameristica di Harmonia Ensemble con empito “Stravinskyano”. Con l’elegante duo Violoncello-Violino di Penazzi-Coen insieme a “Little umbrellas” e “Minuetto grazioso”. La terza versione è quella dei Fast & Bulbous Jelly che ripropone quasi nota per nota le “King Kong Variations” presenti nell’album del 1969 “Uncle meat”. Altrettanto gustosa è “Help, i’m a rock/Sleeping in a jar” nella riproposizione devota di Sandro Oliva & the blue Pampurio’s Extravaganza impreziosita dalla partecipazione di una delle “Mothers” originarie, quel Jimmy Carl Black, “L’indiano del gruppo”, qui impegnato con gli altri a riprodurre “suinamente” uno dei più famosi collages Zappiani della prima ora.

In questo secondo capitolo c’è forse più fantasia e meno riproposizione ma sempre fedeltà alla follia Zappiana, sino al punto da inventarsi uno Zappa stile “Barbagia-Launeddas-Porcu” nella “Blessed Relief” di Sandro Fresi. Ancora c’è lo Zappa “campionato” di Left Mule Sindacate in “Lucille had messed my mind up” (nessuno scandalo: il vecchio Frank l’aveva già fatto secoli prima in “Jazz from hell”!). C’è lo Zappa suonato dai “sampled pianos” di Pierluigi Castellano che ne rilucida uno dei più bei temi (“Ay be sea”). Ed ancora lo Zappa per ance, quello per chitarroni e quello che “più Zappiano non si può!”

In conclusione si tratta di una insalata con cento ingredienti (un po’ come questa recensione..) che però si mantiene abbastanza “digeribile”! Con una raccomandazione indispensabile: “RIASCOLTARE GLI ORIGINALI!!”
Mario Corsini

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