Oxidiana

Oxidiana ©Iskeliu
Suoni magico-rituali dal terzo millennio a.C.
Atelier-presentazione degli strumenti arcaici della Sardegna con concerto magico-rituale
ot

Nel corso della presentazione potrai ascoltare le armonie millenarie delle benas, il canto ancestrale dell’iniziazione alla danza e il vibrare delle pelli dei tamburi della festa. Chigulas e muscones, taulittas e ballariani, giocattoli sonori troppo in fretta dimenticati, ti porteranno in un viaggio a ritroso nel tempo, tra le pietre ed il cisto in cui sono nati, accompagnando le parole quasi profetiche di Sergio Atzeni.

Il suono tribale ora muta in quello dell’organo a mantice del nostro medioevo che accompagna un canto di parole e dialetti e fonemi rimasti nell’isola a ricordare la nostra ricchezza, invano cercata altrove.

Lo spirito dei còrsi risuona ancora nel flauto di corno di capra e nella carramusa di canna; la presenza dei fenici tra il suono misterioso di lu trimpanu e della serraggia, così come lo strepito degli strumenti devozionali che annunciava i riti agrari della primavera.

«Se c’è una parola per definire la vita dei sardi tra bronzetti e nuraghe, questa è felicità» – scrive Sergio Atzeni.

fresi_001Sandro Fresi congegni e strumenti arcaici-organetto portativo.

ox trioYanara Reyes Mac Donald percussioni, canto, cantu a abbentu. Cubana, diplomata in contrabbasso al Conservatorio di Sassari, affronta con disinvoltura i repertori soul e jazz, così come la musica mediterranea d’autore. Collabora da alcuni anni con l’ensemble Iskeliu.

orruGiuseppe Orrù benas, launeddas, flauti nativi. Diplomato in flauto al Conservatorio di Cagliari, docente di educazione musicale nelle scuole medie, è attivo nel campo della ricerca sulla musica popolare sarda, con particolare riferimento ai repertori degli strumenti arcaici ad ancia (benas e launeddas) e dei flauti nativi di cui è esperto esecutore. È (ri)costruttore di tutti i congegni, giocattoli e ordigni fonici della Sardegna.

Nel corso della comunicazione, verranno presentati e suonati:
Launeddas
Bena cun còrru, cun zucca, semplice, doppia, tripla, zucca cun benas
Chigulas, tumbarineddu, taulittas, muscones
Rana e canna, rana e taula, matracca a furchidda, campàneddi e sunaioli
Tumbarinu devozionale di Santa Maria, Nughes
Tumbarinu de Gavoi, Sulittu & Tumbarinu, Serraggia
Carramusa, carramusa di canna, carramusa di peddi, cialamedda
Pivana di corru di capra, solittu, pippiolu, trimpanu, serraggia
Organetto medioevale, diatonico, harmonium, viella a ruota

oxidiana_001

Atelier – Conferenza – Performance
Nel nostro incontro prenderemo visione della totalità degli strumenti, oggetti sonori e ordigni fonici superstiti e spesso fortunosamente sottratti all’oblio.

Oxidiana trio

Partiremo da un’esposizione mai troppo formale di alcuni archetipi consolidati come le launeddas, composte di tre canne di differente diametro, lunghezza e spessore, attestate solo in Sardegna (VIII- VI sec. a.C.) e che nel corso dei secoli hanno raggiunto un notevole grado di perfezione costruttiva. La trasmissione dei repertori e della tecnica del fiato continuo, necessaria alla loro esecuzione, stabilisce un rapporto spesso conflittuale tra maestro e allievo, oscillante tra la gelosia di mestiere e la sentita necessità di tramandare il proprio sapere. Il maestro sceglie il suo allievo che lo seguirà nelle serate e che dovrà cogliere i suoi rari momenti di disponibilità all’insegnamento di particolari nodas.

Il gruppo di tre canne di cui sono composte le launeddas si chiama kuntzertu. Esistono vari tipi di kuntzertu, con differenti gamme di suoni e successione di intervalli. I principali kuntzertu sono la mediana, il punt’e organu, il fiorassiu, la fiuda bagadia, s’ispinellu.

Sarà evidenziata la funzione sociale dei suonatori di launeddas, dislocati nei subcontinenti sardi dove ancora il loro suono fa parte della contemporaneità scandita nei ritmi della festa o della preghiera, tra goggius e ritualità mauritana, con quell’inesauribile fiato continuo, avvolti di un fascino misterioso e sciamanico, come il bronzetto dell’aulete di Ittiri di tremila anni fa.

Passeremo poi alle benas, parenti povere delle launeddas ma anch’esse di canna palustre stagionata su cui viene escissa un’ancia semplice battente. È rimasto lo strumento, recuperato dall’oblio, ma non i repertori e la funzione sociale nella comunità. Vedremo e suoneremo la bena semplice, quella con zucca, con corno di bue (Kin corru), o la bena doppia (melodia+bordone) o tripla (melodia+tonica+quinta).

Scopriremo gli oggetti sonori della Settimana Santa: servivano ad annunciare l’approssimarsi delle funzioni religiose durante il triduo pasquale, periodo durante il quale le campane venivano legate. Costruite con materiali poveri, quali una tavola di legno con batacchio di vecchie porte (le matraccas). Ancora con legno le rana e taula (rana di tavola) – costruite dal falegname per i più abbienti – e le rana e canna (rana di canna), fatte in casa dai più poveri, esprimono, insieme agli straordinari tamburi di Santa Maria di Bortigali, in provincia di Nùoro, alle taulittas o strocculas, alle chigulas, ritualità e devozione cristiana dei sardi.

È convinzione degli studiosi che queste manifestazioni siano in realtà anteriori alla cristianizzazione e residui di antichi riti agrari di primavera o momenti magici che danno allo strepito valore apotropaico. Ascolteremo, tra numerosi altri congegni e giocattoli sonori, su trimpanu, ordigno fonico costituito da un cilindro di sughero grezzo su cui è montata una pelle dalla quale, verso la parte interna al cilindro, si inserisce uno spago impeciato. Facendo scorrere le dita sullo spago si mette in vibrazione la membrana che emette un suono roco e sinistro, in grado di infastidire gli animali. Veniva utilizzato oltre che dai pastori per allontanare le volpi dalle greggi, anche dai latitanti alla macchia perché il suo suono aveva il potere di far imbizzarrire i cavalli, disarcionando i Reali Carabinieri a cavallo.

 Oxidiana trio_w_01

 

 

 

 

 

 



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *