Biografia

Sandro Fresi(foto di Sabrina Marielli)

Ha dedicato metà della sua vita allo studio delle tradizioni musicali popolari della Sardegna e del Mediterraneo, da vent’anni è sceso sul campo in veste di compositore, facendo rivivere i suoni del passato. Il gallurese Sandro (Alessandro all’anagrafe) Fresi – uno dei ricercatori etnici e musicisti più apprezzati – impiega gli strumenti antichi per interpretare i ritmi del nostro tempo. Compositore Siae è direttore artistico dell’associazione culturale Iskeliu, con sede a Tempio Pausania. Iskeliu è anche il nome del suo gruppo con il quale suona (e ha suonato) le sue musiche di confine in numerosi festival ed eventi di musica etnica in Italia, Francia, Germania, Olanda e Australia. Vive tra Tempio Pausania e Olbia: «Capitali culturali di un subcontinente sardo chiamato Gallura», le definisce il compositore polistrumentista.

Nato a Palau, Sandro Fresi suona benas, tamburi di Gavoi, congegni arcaici utilizzati durante i riti della Settimana Santa. Ordigni fonici che presenta in atéliers, conferenze, laboratori e stages di etnomusicologia: dalle università di Corte, Parigi, Grenoble e Amsterdam alle scuole dell’infanzia, elementari e medie, italiane e non. Oltre agli strumenti acustici sardi, sia di tradizione colta che popolare, predilige quelli provenienti da altre aree: ghironda, laùd catalano, gaita, cialamebella, bouzuki.

La carriera artistica di Sandro Fresi è legata a nomi illustri del panorama musicale italiano e non solo. Durante gli anni di studio, ricerca e sperimentazioni incontra Fabrizio De André, l’indimenticabile cantautore e paroliere genovese, che scrisse nel 1997 la prefazione di Iskeliu, il primo cd di Fresi. Un’opera innovativa, sintesi tra campionamento digitale e strumenti acustici sullo studio delle danze comunitarie sarde, che ricevette il plauso del cantautore nella sua casa all’Agnata. Nell’album Crêuza de mä, De André, nei primi anni Ottanta, utilizzò sonorità, strumenti popolari e tradizionali che lo inserì a pieno titolo in quella sfera che oggi si identifica nel genere world music.. Accomunato con Fresi da quella svolta nel panorama musicale dell’epoca, De André scrive nella prefazione del cd Iskeliu: […] Il fluire melodico di suoni evocativi si intreccia e si imposta con le ritmiche e la complessa armonia dei canti arrivando a trasmettere in alcuni casi come nella Moresca e nel Miserere, ma non soltanto in questi, una fortissima tensione emotiva. Complimenti”. Sandro Fresi dopo la scomparsa di De André, dal 2005 al 2010 è stato direttore artistico del festival “Faber-suoni e parole cangianti”, un omaggio della città di Tempio al cantautore genovese, molto legato all’isola. Dopo un periodo di interruzione ne 2015 diviene nuovamente direttore artistico del festival ‘Il re fa rullare i tamburi‘.

Il carico di strumenti di Fresi è noto anche a Paolo Fresu. Sua la prefazione di Elmusura, cd inciso nell’aprile del 2010. Il direttore artistico del festival Time in jazz di Berchidda definisce Fresi come «Un pioniere coraggioso, studioso attento e pignolo [] Il suo lavoro segue da sempre un incessante cammino teso tra la ricerca delle radici e l’individuazione di una via oltre alla musica tradizionale [] Il lavoro di Sandro Fresi è in perenne movimento verso un luogo che neanche lui stesso conosce e che rimanda ad archetipi che sanno di conosciuto ma che sfuggono a una catalogazione che è solo sua e della sua poetica».

Un brano di Fresi, compositore e musicista anticonformista e sperimentale, non a caso, è contenuto nel secondo volume Frank you. Tank! (2002, etichetta “Manifesto cd”), un tributo italiano all’arte e al genio musicale di Frank Vincent Zappa, contenente alcune vivaci realtà artistiche contemporanee italiane.

Fresi è considerato un ambasciatore della musica sarda e del Mediterraneo. In Australia volò in tounée due volte (2005 e 2007), col suo gruppo Iskeliu tenne dieci concerti in quattro capitali, riempendo teatri e auditorium.

Più di recente, in occasione delle Giornate europee del patrimonio 2011, è stato presentato il cd Garibaldi canta Caprera, realizzato dall’artista e dall’associazione culturale Iskeliu (della quale è direttore artistico), in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni culturali di Sassari e Nuoro – con un contributo dell’Ente Parco dell’arcipelago di La Maddalena – contenente una selezione di brani tratti dai dischi di cartone perforato dell’organetto a manovella Ariston detto di Barberia, appartenuto all’Eroe dei due mondi.

Tra le collaborazioni musicali, molto interessante quella con il fotografo Egidio Trainito (consulente della trasmissione televisiva Linea blu di Rai Uno), per la realizzazione di slide show, con particolare riferimento ai fondali marini della Sardegna. Assieme a Trainito ha realizzato clip nel dvd Arzachena (edito dal Comune smeraldino), il dvd Meraviglie della Gallura (edito dalla Provincia di Olbia-Tempio).

Collaborazioni artistiche.
Le prime collaborazioni artistiche di Fresi con gruppi di musica popolare sarda partono nel 1985.

◗ Dal 1992 al 1994 è direttore artistico di manifestazioni internazionali di danza e musica, come Isolamusica, con Paolo Fresu, Maria Carta, Luciana Savignano…)

Negli anni 1995-96 lavora come sound engineer alla realizzazione di cd per compagnie teatrali e per corpi di ballo di danza contemporanea ed etnica. Come sound designer per colonne sonore e film con il maestro Enrico Riccardi.

Nel 1996-1997 realizza il cd Taxa del Coro Gabriel, un lavoro sulla polivocalità a cinque voci della Gallura (Sardegna nord-orientale).

Nel 1997 realizza il cd Iskeliu (prefazione di Fabrizio De André), sintesi tra campionamento digitale e strumenti acustici sullo studio delle danze comunitarie di varie aree della Sardegna con particolare riferimento a quelle della Gallura montana (Aggius-Bortigiadas-Tempio), dell’habitat disperso (danze degli stazzi) e polifonie a tasgja.

Con Iskeliu partecipa nel 1997 a Ichnos-Sedilo, l’anno seguente alla rassegna invernale Altri tempi di Time in Jazz-Berchidda.

Sempre nel 1998 partecipa come musicista alla realizzazione del cd Sardus Pater di Clara Farina & Sinnos: poesias cantadas cun musicas primidias.

Nel 1998-1999, come produttore esecutivo cura la ricerca e la realizzazione del cd Tajrà, un progetto di ricerca “La voce creativa: moduli vocali tra tradizione popolare e arte contemporanea”, prodotto dall’esplorazione sul terreno di ricercatori musicali, Sandro Fresi affianca Gianni Menicucci. Il cd, che raccoglie 28 documenti musicali registrati nella Sardegna centro settentrionale venne classificato da Alias ( Il Manifesto) tra i più belli del 1999.

Il 1999 è un anno ricco di concerti e produzioni. Per conto della Sony Classical France, Fresi è produttore esecutivo del cd “Polyphonies de Sardaigne – La tradition intacte” (Sony music), del Coro Gabriel. Nello stesso anno partecipa in Corsica a La nuit du conte: recits et anecdotes etranges de la tradition orale Corse”, con Francette Orsoni. A Grenoble, la seducente “capitale delle Alpi francesi” partecipa poi con Iskeliu al festival Musiques et Mediterranèe. Sempre con il gruppo etnico prende parte a The conference of the Birds on world Citizenship and the musical Spirits-Fons Elders 2001 Foundation” A settembre, partecipa con Jean Jacques Andreani, Emiliano Li Castro, Piergiorgio Mangiarotti e Fabio Tricomi al festival internazionale di Catania Mappe 99, con la presentazione di strumenti e congegni sonorici arcaici della Sardegna e della Corsica. Con Iskeliu, al Civico di Sassari, partecipa al festival internazionale di musica etnica Kuntzertu, dedicato a Maria Carta. A novembre collabora, in qualità di esperto, alla realizzazione del cd Andiras, del baritono Paolo Zicconi. A dicembre con la produzione musicale originale Speradisòli partecipa al Festival internazional du film de Montagne et d’Aventure di Autrans in Francia e alla Rassegna del Cinema di Grenoble (Alpes Congres).

Nell’aprile 2000 partecipa a Printemps des musèes, conferenza-concerto all’auditorium del Museo di antropologia dell’Università di Corte (Corsica). A settembre, a Padova, nella sala Rossini del Caffè Pedrocchi, tiene con Iskeliu concerti di musiche etniche tra il Veneto e la Sardegna “Calicanto e Bevano est”.

A maggio del 2001, al Museo dell’Opera di Santa Croce a Firenze, partecipa con un concerto alle manifestazioni culturali del “Maggio fiorentino”. Nello stesso mese Fresi, in veste di produttore esecutivo, ricercatore e musicista, si dedica al cd Speradifoli, racconto immaginifico dell’habitat disperso della Gallura. A giugno cura la produzione esecutiva e gli arrangiamenti del cd Dulcincantu, tributo a Maria Multineddu, selezionato da Marco Boccitto (capo redattore di Alias, supplemento settimanale de Il Manifesto, e conduttore di Radio 3 Rai) tra i dieci cd ultrasuonati del 2001. A novembre si dedica al progetto e cura la direzione artistica di Archeomusica, i suoni del terzo millennio-Dai sardi ai Sumeri tra Corsi ed Etruschi. Tremila anni di civiltà musicali prima e dopo Cristo. Con Marco Boccitto, Emiliano Li Castro, Piergiorgio Mangiarotti, Jean-Jacques Andreani, Alberto Cabiddu, Giuseppe Orrù, Paola Giua.

A maggio 2003 cura la produzione esecutiva e gli arrangiamenti del suo cd Zivula, incentrato sulla vocalità creativa della Gallura e sugli strumenti a ventu sardo-corsi (Iskeliu-ISK 002). A dicembre partecipa all’Emmas festival (aeroporto di Olbia), evento dedicato alle musiche del mondo.

Nel novembre 2005 realizza il cd Folas de Anglona, sul racconto immaginifico e la musica della civiltà agropastorale dell’Anglona. A dicembre vola in Australia, su richiesta del Consolato generale d’Italia, a Melbourne tiene atelier conferenze e concerti all’Istituto italiano di cultura, il Centro Assisi e la Casa d’Abruzzo.

A luglio 2006 partecipa a Perfugas a Mille e un nuraghe, il festival del racconto. Ad agosto 2006/2008 prende parte a Ittiri al festival Ittiriritmi.

Nel febbraio 2007 vola ancora in Australia, il tour di concerti lo porta ad esibirsi a Canberra (Multicultural international Festival), a Sydney, Brisbane, Melbourne (Bmw Edge – Federation Square).

Nel 2015 cura la direzione artistica a Tempio Pausania del festival Faber dedicato al cantautore Fabrizio De Andrè dal titolo ‘Il re fa rullare i tamburi‘.

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