Progetti

Sardus Faber ©
Il Medioevo di Fabrizio De André e i suoni del Mediterraneo sardo.
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Il respiro del mediterraneo sardo nel suono dei liuti e degli strumenti ‘a ventu’ incontra il Medioevo e i classici ‘minori’ della produzione giovanile di Fabrizio De André.

Quella popolare che rimanda ai repertori dei trovatori come ‘Il re fa rullare i tamburi’ o ‘Geordie’; o quella colta che cita l’adagio di Telemann su cui poggiano le parole della ‘Canzone dell’amore perduto’, che sanno trasportare anime sensibili in luoghi indefiniti e senza tempo, sospese in una sorta di arcaica contemporaneità, come accade nelle fiabe.

Il concerto si discosta volutamente dai toni commemorativi e dall’utilizzo di arrangiamenti ampiamente diffusi negli ultimi anni e affida il canto alla voce quasi eterea di una giovane donna accompagnata da strumenti colti ed extracolti con particolare riferimento al vasto e sconosciuto instrumentarium del ‘piccolo continente’ sardo, come il Maestro amava definire la nostra isola.

Il progetto, dunque, intende offrire innovazione ed una elevata qualità della proposta artistica racchiusa in un universo sonoro destinato a quanti vogliano ritrovare nell’incanto e l’armonia di queste latitudini, le suggestioni che hanno portato fin qui, ispirato e definitivamente conquistato Fabrizio De André.

Insieme alla piacevole sensazione di aver condiviso l’universo poetico del più profondo e sensibile autore contemporaneo attraverso quella misteriosa alchimia di suoni e ‘parole cangianti’ su cui poggia l’immenso edificio del ricordo. (Sandro Fresi)

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Sandro Fresi organetto medioevale, ghironda, clavisymbalum-arrangiamenti-direzione
Alessandro Deiana
llaud catalano, liuto, ceterina
Mary D’Alessandro
voce, chitarra barocca
Fabio De Leonardis
viola da gamba, violoncello

Il repertorio:
Il re fa rullare i tamburi
Nell’acqua della chiara fontana
Fila la lana
Geordie
Canzone dell’amore perduto
S’i fosse poco
La canzone di Barbara
Ave Maria
Il ritorno di Giuseppe
Il sogno di  Maria
Si chiamava Gesù
Amore che vieni amore che vai
Volta la carta vs Canarios di Sanz
Sally
Canto del servo
Pastore
La guerra di Piero
Come again (J.Dowland)
Here’s to you (J.Baez)

Durata del concerto: 1h 30 m

Speradifòli
Fiabe nei suoni di un raggio di luce.
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Grandi tavole dipinte da Simone Sanna vengono sfogliate da chi narra quattro fiabe, tre delle quali appartenenti all’immaginario magico gallurese, inserite nell’album di Sandro Fresi “Speradifòli”. Ogni passaggio è scandito dal suono di antichi strumenti popolari.

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Dall’album Speradifòli di Sandro Fresi sono state scelte tre fiabe appartenenti all’immaginario magico gallurese che avessero richiami e affinità col racconto di tradizione orale del Mediterraneo occidentale. Sono state tradotte in un italiano ‘regionale’ salvando volutamente fonemi e locuzioni altrimenti intraducibili che danno intensità all’affabulazione, affidata al talento di chi le racconta. La quarta fiaba è la storia immaginifica di una cantante di nome Maria (Maria Carta).
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Ogni racconto è implementato da una serie di grandi tavole dipinte da Simone Sanna che vengono sfogliate dall’attrice come in un libro di immagini che commentano, anticipano o svelano i contenuti della fiaba, alla maniera dei cantastorie itineranti.
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Ogni passaggio è scandito dal suono di antichi strumenti popolari come la carramusa di peddhi (cornamusa), il flauto di corno di capra dei pastori corsi o la ghironda dei trovatori occitani mentre Yanara Reyes Mc Donald canterà melodie con parole, fonemi e idiomi provenienti dalla Gallura e dal Mediterraneo sardo. Una coppia di marionette galluresi a tavoletta, vestita con gli abiti della festa danzerà, infine, su un minuscolo teatrino a tempo di scottish, mossa dalla gamba del burattinaio-suonatore.
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Le fiabe:
Il cestino di fichi (La culbulitta di li fichi)
La fiaba della piccola merla (La fòla di merruleddha)
La fiamma della mamma del sole (La fòla di la mamma di lu soli)
La fiaba di Maria Carta
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 # Oxidiana ©Iskeliu
Suoni magico-rituali dal terzo millennio a.C.
Atelier-presentazione degli strumenti arcaici della Sardegna con concerto magico-rituale.

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